Strutture sportive, ad Altamura ci si muove solo per il calcio

Strutture sportive, ad Altamura ci si muove solo per il calcio

Dal mese prossimo gli spazi adiacenti alla palestra del Liceo Scientifico saranno chiusi

Come ho avuto modo di dire in un post di qualche mese fa, parafrasando un passo del Vangelo, “non di solo calcio vive l’umo sportivo”, ma a quanto pare ad Altamura non è così. Dopo un consiglio comunale quasi monotematico durante il quale, all’unanimità, è stata approvata un variante al piano triennale delle opere pubbliche per fa si che i lavori di ristrutturazione dello stadio “Tonino D’Angelo” potessero iniziare il prima possibile, e dopo la chiusura definitiva del campo comunale “Cagnazzi”, è notizia di qualche giorno fa che, dal prossimo mese, anche gli spazi esterni adiacenti alla palestra del liceo scientifico “Federico II di Svevia” non saranno più accessibili. Se vi chiedere cosa centra questo con lo sport ve lo spiego subito: da anni quegli spazi sono la base per gli allenamenti dell’Atletica Altamura, società che si dedica a promuovere l’atletica leggera. La società presieduta da Claudio Lorusso, tecnico federale nonché papà e allenatore di Davide Lorusso, talento del salto in lungo e delle prove multiple, da oltre un decennio denuncia la mancanza di strutture adeguate per la pratica di questo fantastico sport e per ovviare a questo si è dovuta accontentare degli spazio di cui vi parliamo. Con tanti sacrifici, tecnici e volontari hanno dotato quel luogo di quel minimo di attrezzature indispensabili per permettere ai giovani atleti di allenarsi e, adesso, con la chiusura si vedranno privati dell’unico posto dove poter praticare il loro sport preferito.
“Praticamente dal 1 luglio – ci ha riferito Renato Lorusso, nonno di Davide e dirigente della società – non potremo usufruire delle palestre del Polivalente, perché la Città Metropolitana di Bari, proprietaria dell’immobile, ha dato ordine al Liceo Scientifico di Altamura, istituto capofila di quell’immobile, fin dal 16 marzo 2024 di non dare autorizzazioni fino a tutto giugno 2026, per l’utilizzo della palestra esterna perché si dovranno fare lavori edili, consistenti nell’adeguamento antisismico.
“Quanto all’autorizzazione riguardante la palestra coperta, invece, – ha aggiunto Lorusso – la Città Metropolitana, non ha messo nessuna ordinanza; per questa palestra, il Consiglio d’Istituto del Liceo Scientifico ha deciso “a maggioranza” di non dare l’autorizzazione per non meglio specificati problemi di sicurezza per gli studenti. Fermo restando che la maggior parte delle attività le svolgiamo nella palestra esterna, per via delle pedane dei salti e dei lanci, da noi costruiti, non capisco il perché e quale problema riguardante la sicurezza dei nostri atleti, non potrebbero averli i 1500 e passa studenti che frequentano quel plesso. Nel corso dei sedici anni di coabitazione in quella palestra, abbiamo apportato tante migliorie, impiantando due pali con fari Led, abbiamo illuminato le pedane e abbiamo sostituito cinque fari che illuminavano il fabbricato del Polivalente. Abbiamo acquistato e allocato in due box, tantissime attrezzature sportive, che oggi non avremmo modo di allocarle altrove.”
“Quello che chiediamo alla Città Metropolitana – ha concluso il dirigente altamurano – è di darci la possibilità di usare le palestre, fermo restando le prescrizioni di sicurezza che si andranno a prendere, perché vorremmo capire come faranno a gestire gli studenti, che sono molto più numerosi dei nostri atleti che noi diluiamo in più sessioni d’allenamento.”
Non sono mancati i commenti, soprattutto da parte di alcuni genitori che, in un certo senso, hanno visto andare in fumo i sogni di gloria dei propri figli. “Queste ragazzine – ha scritto Teresa Cammisa riferendosi alla squadra della Categoria Ragazze  impegnata ai CDS PUGLIA  – si sono allenate duramente per poter affrontare le gare regionali di atletica a Molfetta, questo fine settimana. Hanno gareggiato con atlete abituate ad allenarsi in campi come il Bellavista di Bari o il Cozzoli di Molfetta. Loro si allenano nella palestra scoperta del Liceo Scientifico. All’aperto anche d’inverno. Amano questo sport e nn si sono mai sentite inferiori alle loro avversarie e hanno infatti sfiorato il podio. Ora ci giunge notizia che dal prossimo mese la palestra della scuola non sarà più agibile per loro. Che dobbiamo dire a queste “Leonesse” che il loro sport vale meno della meritata promozione in C per la quale sono già pronti i lavori per l’adeguamento dello stadio? Esistono sport più importanti di altri? Quanti di voi stanno seguendo le gare del campionato europeo di atletica a Roma? Le leonesse della foto, e anche quelle che son dovute andare via prima, lo stanno facendo sognando un giorno di essere loro protagoniste! Io nn ho conoscenze politiche, ma invito chiunque a condividere questo post per aiutare le nostre atlete!”
“Lui è Julien, – ha scritto Ketti Dileo riferendosi al figlio – un piccolo atleta della grande famiglia dell’Altetica Altamura! Da settembre ha iniziato a praticare questo sport e da subito, con estrema convinzione, mi ha detto:” Mamma questo è il mio sport!” Non vuole perdersi neanche un giorno di allenamento! Ha partecipato ad alcune gare, mettendosi in gioco con altri piccoli atleti che si allenano in “vere” piste raggiungendo degli ottimi risultati. Ho visto mio figlio emozionarsi nel ricevere l’affetto e gli abbracci dei suoi amici, appena torna a casa dagli allenamenti mi racconta, con estremo entusiasmo, ciò che il suo maestro, il grande atleta Davide Lorusso, gli ha insegnato e ciò che ha condiviso con i suoi amici….ieri la brutta notizia! A breve tutto questo, mio figlio e tutti gli altri atleti dell’Atletica Altamura, non potranno più viverlo perché non avranno più un luogo, seppur non dei migliori, per allenarsi, per divertirsi praticando una loro passione. E ora, come faccio a dirglielo? Mi sono svegliata con un nodo in gola perché per noi genitori vedere la felicità negli occhi dei propri figli è la soddisfazione più grande! Noi dell’Atletica Altamura faremo di tutto per permettere ai nostri figli di poter continuare a vivere il loro sogno ma chiedo aiuto anche alle Istituzioni per aiutarci a rendere tutto questo possibile!”
Un’altra mamma, Paola Cutecchia, si rivolge direttamente al primo cittadino: “Egregio Sindaco Petronella, nel video Le mostro mio figlio durante un allenamento di atletica. Le mostro l’impegno profuso in questa disciplina, da uno dei tanti, e sono davvero tanti, piccoli e meno piccoli, cittadini altamurani. Vorrei farLe vedere la gioia di queste bambine, bambini e ragazze e ragazzi e vorrei invitarLa a partecipare ad una sessione di allenamenti per ammirare personalmente la luce nei loro occhi che da sola basta ad illuminare l’immenso nulla in cui sono costretti ad allenarsi. Ma a loro non importa, si divertono, si impegnano e sognano. Come sa, per lavori edili, gli spazi “concessi” a questi atleti in erba, peraltro già al limite della adeguatezza, sino a tutto giugno 2026 saranno inaccessibili, togliendo loro difatto, che più volte a gran voce hanno chiesto un pista su cui poter correre in sicurezza, la possibilità di allenarsi e continuare a sognare o magari solo a divertirsi. Negli ultimi giorni ha incontrato più volte bambini ed ha ascoltato le loro proposte. Ecco sono a sottoporLe questa loro/nostra richiesta, li/ci aiuti a trovare un’alternativa valida affinché possano continuare ad allenarsi e magari un giorno essere tra i grandi, quelli che nelle scorse giornate hanno fatto brillare i cieli romani ed emozionare il nostro presidente, tutti noi e ancor di più loro i nostri piccoli atleti! La ringrazio sentitamente a nome loro e di tutti i genitori.”
“Già ero infinitamente dispiaciuta per mia figlia – ha scritto Rosanna Tafunoche dopo un infortunio ha dovuto stoppare con la sua amata atletica. Adesso sarò anche costretta a dirle che lo spazio dove si allenavano, non sarà più disponibile fino a giugno 2026. Sono stufa del fatto che se non c’è un pallone di mezzo i bambini e i ragazzi, non vengono neanche minimamente considerati. Mi si stringerà il cuore quando vedrò l’espressione di delusione sulla sua faccia e ancora più triste è il fatto che l’unica cosa che potrò rispondere sarà “Mi dispiace Giulia, ma capisci, adesso stanno pensando allo stadio”.”
Anche Emanuela Vulpio, moglie di Claudio Lorusso e mamma di Davide si è rivolta direttamente al sindaco: “Non sono consona a scrivere sui social ma questa volta è per una causa che mi interessa, interessa i miei figli e tantissimi bambini che hanno in comune lo stesso sogno e la stessa passione l’atletica. L’Atletica Altamura nasce per la passione di tre fantastici uomini Claudio Lorusso Raffaele Pepe, Luca Pepe e dal nonno di tutti i bambini Renato Lorusso accomunati dalla stessa passione: l’atletica. Questa passione l’hanno trasmessa a centinaia di bambini ogni anno da ben 17 anni. Vi mostro alcune foto di questi anni e sapete cosa accomuna tutti questi bambini? Una sola cosa il sogno di diventare un atleta e magari di indossare la maglia della nazionale. Alla chiusura degli europei dove abbiamo visto tanti nostri connazionali vincere delle medaglie fa strano che la nostra città invece di spronare i bambini a sognare in grande a lottare per portare avanti i loro obiettivi, chiuda quel cassetto, chiuda tutte le porte. Voi pensate che tutti quegli atleti abbiano vinto le medaglie solo perché sono dei talenti? Assolutamente no: se dietro non c’è tanto ma tanto allenamento in strutture adeguate non si arriva da nessuna parte. Proviamo a pensare a quel ragazzo che ci fa emozionare ogni volta che scende in campo Gianmarco Tamberi. Si, sicuramente è un talento indiscusso, ma si allena ogni giorno, ha strutture messe a disposizione per i suoi bisogni per raggiungere i suoi obiettivi. Forse di tutti i nostri bambini, ragazzi nessuno arriverà a quei livelli ma non possiamo essere noi a decidere, dobbiamo dare a tutti le stesse opportunità. Lo sport aiuta a crescere a relazionarsi al mondo ad affrontare delle sfide. Sono la mamma di Davide Lorusso per me grande atleta. Davide continua ad inseguire il suo sogno andando ogni giorno in strutture lontane da Altamura attraversando tante difficoltà. Ha gareggiato a livelli alti come decatleta ritenuto da tanti uno dei più forti in Italia ma ha dovuto abbandonare questa disciplina perché richiedeva di allenarsi anche due volte al giorno in strutture adeguate lontane ma molto lontane e fare tutti i giorni avanti e indietro non è pensabile se ci metti anche l’università. Ha gareggiato ad alti livelli. Anche se adesso con 7,35 è a livello ancora più alto del Decathlon! Ripeto forse nessuno di loro diventerà un campione olimpico ma non sta a noi decidere per loro, tutti hanno bisogno di un opportunità.”
Per il momento tutti questi appelli sono rimasti inascoltati e, detto francamente, non credo in una veloce soluzione del problema.

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